
Sapore di moneta vecchia
Romanzo
Teodoro Adrián Cardós
Il litio sa di moneta vecchia.
Con quella pastiglia si è ucciso suo padre, in un terreno abbandonato, quando lui aveva vent’anni. Tredici anni dopo, quello che sta nel reparto chiuso è lui. Una psichiatra gli prescrive la stessa cosa e gli dice che è per tutta la vita. Lui la prende. Due volte al giorno, tutti i giorni da allora.
«Sapore di moneta vecchia» racconta gli anni che ci sono voluti per dare un nome a un disturbo bipolare e quelli che sono serviti poi perché smettessero di chiamarlo carattere. Disturbo bipolare di tipo I, con più di dieci anni di ritardo. Cinque ricoveri, due contenzioni meccaniche, un tribunale con un paravento in mezzo.
Ma questo libro non parla della malattia. Parla di ciò che succede dopo la diagnosi, quando le persone intorno, un tribunale e a volte la stessa psichiatria decidono che quello che hanno davanti non è un malato, ma un brutto carattere. E spiega in modo semplice e dall’interno ciò che nessuno ha spiegato in tempo: come si sente un’ipomania, che cosa fa una mania, che cosa costruisce una psicosi, che cos’è l’anosognosia e perché smettere il litio quando ci si sente bene è la cosa più pericolosa che esista.
Non è scritto a memoria. È scritto contro la memoria, con mezzo milione di messaggi datati davanti.
Per chi ha la diagnosi, per chi vuole bene a qualcuno che ce l’ha e per chi non ha mai capito di che cosa si parla quando si parla di questo.
Romanzo basato su fatti reali. Tutti i nomi sono stati cambiati.